Signore indicami la strada

  • L’ANTICO E IL NUOVO PATTO, E LA LEGGE “ABOLITA” – SECONDA PARTE

ALCUNI VERSETTI DELLE EPISTOLE DI PAOLO SEMBREREBBERO AFFERMARE CHE LA LEGGE È STATA ABOLITA DAL SACRIFICIO DI GESÙ SULLA CROCE. È REALMENTE COSÌ? E SE UNA LEGGE È STATA ABOLITA, DI QUALE LEGGE STIAMO PARLANDO?

I dieci comandamenti non ci possono salvare. Non è quello il loro scopo. Chi ci salva è Cristo e soltanto Cristo; ma se li trasgrediamo commettiamo peccato e cadiamo sotto la condanna della legge. […]. Voi mi direte: un momento, quello era l’antico patto; ora siamo nel nuovo, è cambiato tutto. È vero, siamo nel nuovo patto. Ma i termini del nuovo patto sono esattamente gli stessi dell’antico: i dieci comandamenti:

“Ecco, verranno giorni, dice il Signore, che io concluderò un nuovo patto con il popolo di Israele e con il popolo di Giuda. Questo patto non sarà come quello che ho fatto con i loro antenati, quando li ho presi per mano per farli uscire d’Egitto. (…) Questo è il nuovo patto che concluderò con il popolo di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: io metterò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nel loro cuore; io sarò loro Dio ed essi saranno il mio popolo.” (Eb. 8:8-10)

Perché mai Dio, stringendo con noi un nuovo patto, dovrebbe scrivere nella nostra mente e nel nostro cuore, una legge e dei  comandamenti considerati vecchi, superati, aboliti?

I dieci comandamenti non sono altro che la reductio ad unum  di tutti i precetti morali contenuti nella Thorà.

Eppure  ci  sono delle profonde  differenze tra il nuovo e l’antico patto:

  1. Nell’antico patto lo Spirito Santo si posava soltanto su alcuni uomini chiamati a compiti particolari. Nel nuovo patto lo Spirito Santo scende in quelli che, accettando Gesù come proprio Signore e Salvatore, lo chiedono con fede a Dio (Lc. 11:13);
  1. Nell’antico patto il perdono si otteneva per mezzo di sacrifici di animali che dovevano essere ripetuti ogni giorno per la loro incapacità di salvare pienamente il peccatore. Nel nuovo patto, invece, Gesù ha compiuto un sacrificio perfetto che salva pienamente e che non deve essere più ripetuto (Eb. 7:27);
  1. Nell’antico patto la funzione sacerdotale, che era stata affidata da Dio ad Aronne ed alla sua discendenza, veniva svolta dal sommo sacerdote finché era in vita. Alla sua morte questa carica passava al figlio maggiore. Nel nuovo patto il nostro sommo sacerdote è Gesù. Il suo sacerdozio, che si svolge nel tempio di Dio nel cielo, non è trasmissibile perché Gesù, dopo la risurrezione, non muore più ma vive in eterno. Inoltre il sacerdozio di Cristo non appartiene all’ordine di Aronne ma ad un ordine superiore, celeste, all’ordine  di Melchisedek sacerdote supremo del tempio di Dio nel cielo    (Eb. 7:22-25; 7:15-17);
  1. Nell’antico patto la legge di Dio era al di fuori dell’uomo, esterna al suo cuore, incisa su due tavole di pietra. Con il nuovo patto Dio incide la sua legge dentro di noi, su due tavole di carne: la nostra mente e il nostro cuore. Questo miracolo, che avviene per opera dello Spirito Santo, produce nel credente un cambiamento radicale, di mentalità e di carattere, che lo mette in grado di obbedire al volere di Dio (1 Cor. 2:16 u.p.; 1 Gv. 5:3).

Queste sono le differenze sostanziali tra l’antico e il nuovo patto, e solo per queste differenze è un patto nuovo e migliore. Basta leggere i capitoli da 6 a 10 dell’epistola agli Ebrei per rendersene conto. Ma il cuore del patto non è cambiato, né tanto mento è stato abolito. I comandamenti, quali li ha ricevuti Mosè, sono sempre validi e noi siamo tenuti ad osservarli nella loro integrità.

SIGNORE INDICAMI LA STRADA  Roberto Ordina il libro

  • L’ANTICO E IL NUOVO PATTO, E LA LEGGE “ABOLITA” – PRIMA PARTE

Stando alle epistole di Paolo e a versetti quali Ebrei 8:13, Efesini 2:14, Rm. 11:6, “sembrerebbe che quanto il Signore ha ordinato nell’antico patto non abbia più alcun valore, che la legge sia stata abolita da Gesù sulla croce e che, dal momento che siamo salvati per grazia, non siamo più tenuti a seguire quei precetti. Ma le cose non stanno così. Ascoltate che cosa dice Gesù:

“Non pensate che io sia venuto per abolire la legge e i profeti, io sono venuto non per abolire ma per portare ogni cosa a compimento. Io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure uno iota o un apice della legge passerà che tutto non sia adempiuto.” (Mt.5:17,18)

E lo stesso apostolo Paolo, il paladino della salvezza per grazia, che dichiara abolita dalla morte di Gesù la legge fatta di comandamenti e precetti, afferma che: “La legge è santa, e il comandamento è santo, buono e giusto” (Rm. 7:12) e: “La circoncisione è nulla, l’incirconcisione è nulla, ma l’osservanza dei comandamenti è tutto” (1 Cor. 7:19). Ascoltate ancora che cosa dice l’apostolo Giovanni: “Da questo sappiamo di aver conosciuto Dio: se osserviamo i suoi  comandamenti” (1 Gv. 2:3). Ci troviamo di fronte ad una palese contraddizione della Bibbia? Direi proprio di no, ci troviamo piuttosto davanti ad un grosso equivoco.

La Thorà, contrariamente a quanto si crede, non è una legge ma una raccolta di leggi che contiene:

  • La legge penale
  • La legge civile
  • La legge sanitaria
  • La legge cerimoniale
  • La legge del decalogo

La legge penale e la legge civile: le norme di queste leggi, proprie dell’antico Stato di Israele, oltre ad essere state abolite da tempo, non possono impegnarci in quanto cittadini italiani alla loro osservanza. Lo stesso Stato di Israele oggi possiede un codice penale e civile diverso da quello contenuto nella Bibbia. […] Tuttavia, […] se le norme che punivano il reato sono state abolite, il reato in sé resta tale. Uccidere, rubare, truffare, recare un danno al prossimo erano reati allora come lo sono oggi. Le antiche norme sono state sostituite da leggi in grado di rispondere ai problemi della nostra società e della nostra cultura; ma i reati che esse puniscono sono sempre gli stessi. Questi, non sono stati aboliti!

La legge sanitaria: stabilisce una serie di norme igieniche ed alimentari che, in linea di principio, sono sempre valide. Per evitare le malattie e le epidemie, è necessario curare la pulizia dell’ambiente in cui si vive, lo smaltimento dei rifiuti, l’igiene della persona e la propria alimentazione. […] Particolarmente interessanti sono le norme alimentari (Lv. 11; Dt. 14) che distinguono gli animali in due gruppi: gli animali impuri, che non possono essere mangiati perché dannosi alla salute, e gli animali puri, che si possono mangiare perché non sono nocivi alla salute. È importante notare come la moderna scienza, mano a mano che progredisce nelle sue ricerche, confermi la validità delle norme alimentari della Bibbia. […] Sia chiaro: l’osservanza di queste norme non salva nessuno. Chi ci salva è Cristo. Dio ce le ha date perché potessimo mantenere il nostro corpo integro e in buona salute.

La legge cerimoniale: Tutti i sacrifici che si svolgevano al tempio avevano lo scopo di produrre il perdono del peccatore che li offriva e prefiguravano la morte espiatoria di Cristo. Morto Gesù, quei sacrifici hanno perso ogni valore essendo stati sostituiti dal suo sacrificio. Ecco perché Giovanni battista, vedendo Gesù, esclama: “Questo è l’agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo” (Gv. 1:29).  Per lo stesso motivo l’apostolo Pietro può dire che siamo stati riscattati dalla vanità della nostra vita non con oro e argento:  “…ma dal prezioso sangue di Cristo, l’agnello senza difetto né macchia” (1 Pt. 1:19). […] Inoltre il sacrificio di Gesù era anche necessario. Senza quello, non ci sarebbe speranza di perdono e, quindi, di salvezza: “Senza spargimento di sangue(1) non c’è perdono.” (Eb. 9:22 u.p.) […]

La legge del decalogo (Es. 20:1-17): è la legge dei dieci comandamenti. Questa legge è talmente importante che Dio, per indicarne la sacralità e l’immutabilità, l’ha  scritta di propria mano su due tavole di pietra (Es. 31:18). La legge dei dieci comandamenti è stata data perché resti in vigore per l’eternità; non come un codice civile o penale i cui articoli possono cambiare con il mutare delle esigenze sociali.

I dieci comandamenti rappresentano la legge morale che regola i rapporti dell’uomo con Dio e con il prossimo ed è una legge immutabile, eterna, perché racchiude la volontà di Dio per noi. […] Nessuno può modificare la legge dei dieci comandamenti, o insegnare altrimenti, senza offendere la santa e sovrana maestà di Dio.

Quindi, possiamo dire che le norme dell’antico codice civile e penale, contenute nella Bibbia, sono state abolite per essere sostituite da norme che puniscono gli stessi reati, tenendo conto della cultura e della mentalità dei nostri giorni; mentre quelle della legge cerimoniale sono state superate e sostituite dal perfetto sacrificio di Gesù. Per quanto riguarda invece i principi e i precetti della legge igienico-alimentare e i dieci punti del decalogo, possiamo affermare che sono tuttora in vigore. La prima perché i principi che regolano la salute dell’uomo sono sempre gli stessi e non sono cambiati con il passare dei millenni; la seconda perché è una legge eterna di un Dio che non cambia parere circa la sua volontà per l’uomo. […] Ma c’è di più: i dieci comandamenti non possono essere stati aboliti perché sono i soli che ci indicano il peccato:

“Poiché nessuno può essere dichiarato giusto da Dio in base alle opere della legge. La legge serve soltanto a farci conoscere il peccato.” (Rm. 3:20)

(CONTINUA…)

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